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Climarchitettura

Introduzione alla CLIMARCHITETTURA

A partire dalla fine degli anni 70 i paesi industrializzati hanno iniziato a porsi il problema del surriscaldamento del pianeta come fattore di rischio per i cambiamenti del clima. A questo proposito si veda la ricca documentazione prodotta dalle conferenze di Montreal 2005, Kyoto 1997, Rio de Janeiro1992, Ginevra1979, gli studi condotti e redatti nell’IPCC, da una commissione internazionale di esperti. I cambiamenti climatici sono strettamente correlati alle emissioni in atmosfera di sostanze derivanti dalla combustione fossile e soprattutto alla CO2, anidride carbonica. Per questo motivo, la comunità internazionale ha stabilito che i paesi industrializzati, cioè coloro che emettono e producono sostanze inquinanti,  dovranno prevedere misure per la riduzione di tali emissioni. (art. 10 Protocollo di Kyoto, adottato dall’Italia nel 2005). Tale articolo infatti, chiede agli stati membri dell’Unione Europea di promuovere le tecnologie e i sistemi ecologicamente compatibili con il cambiamento climatico. La Climarchitettura (architettura per la salvaguardia del clima) è già una realtà in molti paesi Europei e in altre località italiane; essa rappresenta una delle soluzioni maggiormente in linea con le richieste di Kyoto.

A fondamento della climarchitettura c’è il principio di COSTO GLOBALE, finalizzato alla riduzione dei consumi energetici in tutte le fasi di vita del prodotto: dalla produzione-costruzione fino alla trasformazione-smaltimento.

La tecnologia impiegata è tra quelle definite da Herman Scheer, parlamentare tedesco e presidente di Eurosolar (http://www.hermann-scheer.de/), tecnologie dell’era solare, cioè che usano il sole per essere prodotte e non il petrolio, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2 e all’indipendenza dalle risorse fossili.

L’idea si fonda su alcuni punti fondamentali quali:

- l’utilizzo di un efficace sistema tecnologico che prevede l’industrializzazione delle strutture portanti con la riduzione dei tempi di costruzione fino al 70% rispetto ad un cantiere tradizionale, con conseguenti risparmi in termini di energia, emissioni e costi;

- l’efficienza energetica dei materiali della struttura portante costituita da pannelli multistrati a fibre incrociate in legno, con vantaggi di tipo statico e nelle prestazioni energetiche elevate, ma con spessori ridotti delle pareti;

- L’alta eco-compatibilità dei materiali fondata sul principio di costo globale, con grande riduzione delle emissioni.

                                                                                                  Arch. Elena Scaratti © 2006

http://www.archinnova.it/associazione/Elena_Scaratti.htm

 

 

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